• Definizione quanto più dettagliata possibile del processo
    (reazione coinvolta, sistema discontinuo o semicontinuo solvente in cui è condotta, condizioni operative note, …)
  • Definizione delle caratteristiche del reattore
    (volume, superficie di scambio, tipo e caratteristiche del fluido refrigerante impiegato, tipo e caratteristiche
    di funzionamento agitatore)
  • Caratterizzazione della stabilità termica di reagenti e prodotti nonchè della miscela di reazione, deducibili da prove calorimetriche
  • Definizione di eventuali vincoli sulla massima temperatura di reazione, derivanti da problematiche di natura chimica
    (presenza di reazioni parassite indesiderate) o impiantistica (impossibilità di gestire la reazione in pressione)
  • Stima dei parametri termodinamici della reazione
    (entalpia di reazione)
  • Interpretazione cinetica del sistema reagente
    volta a determinare una espressione della velocità di reazione (tale informazione può essere dedotta da prove calorimetriche adiabatiche condotte in calorimetri tipo ARC o PHI-TEC II
    e convalidata tramite prove di calorimetria di reazione condotte in calorimetri RC1)
  • Prove di calorimetria adiabatica
    adiabatica (tipicamente condotte in calorimetro PHI-TEC II) a cella aperta, al fine di identificare il tipo di efflusso durante l’intervento del sistema di scarico di emergenza
    (monofase liquido o vapore, bifase)
  • Definizione quanto più dettagliata possibile del processo
    (reazione coinvolta, sistema discontinuo o semicontinuo solvente in cui è condotta, condizioni operative note, …)
  • Definizione delle caratteristiche del reattore
    (volume, superficie di scambio, tipo e caratteristiche del fluido refrigerante impiegato, tipo e caratteristiche
    di funzionamento agitatore)
  • Caratterizzazione della stabilità termica di reagenti e prodotti nonchè della miscela di reazione, deducibili da prove calorimetriche
  • Definizione di eventuali vincoli sulla massima temperatura di reazione, derivanti da problematiche di natura chimica
    (presenza di reazioni parassite indesiderate) o impiantistica (impossibilità di gestire la reazione in pressione)
  • Stima dei parametri termodinamici della reazione
    (entalpia di reazione)
  • Interpretazione cinetica del sistema reagente
    volta a determinare una espressione della velocità di reazione (tale informazione può essere dedotta da prove calorimetriche adiabatiche condotte in calorimetri tipo ARC o PHI-TEC II
    e convalidata tramite prove di calorimetria di reazione condotte in calorimetri RC1)
  • Prove di calorimetria adiabatica
    adiabatica (tipicamente condotte in calorimetro PHI-TEC II) a cella aperta, al fine di identificare il tipo di efflusso durante l’intervento del sistema di scarico di emergenza
    (monofase liquido o vapore, bifase)

Risultati

  • Identificazione di un “set” di condizioni operative sicure alla scala di laboratorio (calorimetro adiabatico PHI-TEC II)
  • “Scale-up” ottimale (che massimizza
    la produttività del processo) delle condizioni operative di cui al punto precedente alla scala industriale
  • Scelta e dimensionamento del sistema
    di scarico di emergenza (PSV/RD e sistema di convogliamento) contro le sovrapressioni derivanti dalla perdita di controllo termico della reazione e innesco di decomposizioni a valle della miscela reagente
  • Identificazione di un “set” di condizioni operative sicure alla scala di laboratorio (calorimetro adiabatico PHI-TEC II)
  • “Scale-up” ottimale (che massimizza
    la produttività del processo) delle condizioni operative di cui al punto precedente alla scala industriale
  • Scelta e dimensionamento del sistema
    di scarico di emergenza (PSV/RD e sistema di convogliamento) contro le sovrapressioni derivanti dalla perdita di controllo termico della reazione e innesco di decomposizioni a valle della miscela reagente
  • Identificazione di un “set” di condizioni operative sicure alla scala di laboratorio (calorimetro adiabatico PHI-TEC II)
  • “Scale-up” ottimale (che massimizza
    la produttività del processo) delle condizioni operative di cui al punto precedente alla scala industriale
  • Scelta e dimensionamento del sistema
    di scarico di emergenza (PSV/RD e sistema di convogliamento) contro le sovrapressioni derivanti dalla perdita di controllo termico della reazione e innesco di decomposizioni a valle della miscela reagente

Soluzioni
Avanzate
e Sicure
con MITec

MITec si propone non solo per la progettazione di nuovi impianti ma anche per il “retrofitting” di quelli esistenti che necessitano di essere verificati e aggiornati al livello tecnologico e di sicurezza attualmente richiesti da norme e direttive di legge. Gli strumenti informatici utilizzati per queste attività sono i più validi attualmente disponibili.

NOTA IMPORTANTE: i processi chimici devono essere gestiti con molta cautela ed è necessario effettuare preventivamente le indagini necessarie per chiarirne i meccanismi e predisporre le necessarie misure di sicurezza e prevenzione. Ignorare queste procedure può costare molto caro non solo per i conseguenti danni materiali ma anche di danni alle persone: si veda la ricostruzione dell’incidente accaduto alla “T2 Laboratories” di Jacksonville in Florida.